Comuni della provincia di Brescia

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Sabbio Chiese

Geografia Sup. Kmq 18,61; alt. da m 261 a m 747 s.m.; frazioni: Clibbio, Pavone; ab. (sabbiensi) 2.554; dist. Km 39; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia La zona, abitata già anticamente, seguì le vicende della valle.
Arte Su una rupe, la rocca-santuario a due piani ( 2 chiese sovrapposte), con campanile merlato e affreschi del '500. Parrocchiale di San Michele (sec. XV).

Sale Marasino

Geografia Sup. Kmq 16,32; alt. da m 185 a m 1.391 s.m.; frazioni: Lago d'Iseo; ab. (salesi) 2.912; dist. Km 30; tel. 030, c.a.p. 25057.
Storia I primi insediamenti avvennero in epoca romana. Le vicende storiche seguirono quelle del territorio bresciano.
Arte Bella cattedrale del '700 con sfarzoso interno. Villa Martinengo, con secolare parco e resti della villa romana (sec. I).
Economia Mercato: ogni mercoledì.

Salò

Frazioni Lago di Garda, Renzano, Semico, Villa.
Superficie Kmq 29,75.
Altezza Da m 65 a m 908 s.m.
Abitanti (saloviani) 10.610.
Distanza da Brescia Km 30.
Prefisso Teleselettivo 0365.
C.a.p. 25087.

STORIA

Il nome è di origine incerta. Anticamente era Salande e poi Salodium; secondo alcuni deriva da «sala», cioè casa signorile di campagna oppure casa colonica e stalla; secondo altri da «sale» per la presenza, forse, di qualche corso d'acqua che possedeva una certa quantità di salsedine. In tutto il suo territorio furono rinvenuti numerosi reperti di epoca romana, come romani sono i resti del ponte di Sant'Anna. Nei primi decenni del secolo XII Brescia diede inizio a una politica mirante a dominare tutto il territorio, riviera gardesana compresa; a questo scopo venne costruito in Salò, dopo il 1120, un castello (distrutto nel terremoto del 1901). L'abitato era allora concentrato attorno all'antica pieve; con il castello si costituì un secondo nucleo abitato che gradualmente si estese fino a congiungersi con il primo. Salò divenne a poco a poco il centro più importante della Gardesana occidentale, tanto che nel 1377 Regina della Scala vi trasferì il capoluogo della riviera, che prima era a Maderno; nel 1385 però, Maderno ritornava capoluogo. Nel 1404, all'avvento della signoria malatestiana, Salò fu apertamente ostile. Nel 1426 il territorio bresciano passò sotto la Repubblica di Venezia e la riviera gardesana, chiamata da Venezia Magnifica Patria, godette di numerosi privilegi e di autonomia amministrativa. I Comuni chiesero alla Serenissima di decidere quale dovesse essere il capoluogo, perché erano divisi nella scelta: 35 erano a favore di Maderno e 29 a favore di Salò. Non si sa che cosa rispose Venezia, ma probabilmente non risolse la questione, visto che la rivalità proseguì accanita per altri trent'anni. Il 22 luglio 1438 Salò fu presa da Gian Francesco Gonzaga, mentre Brescia veniva stretta d'assedio dal Piccinino dimostrando un'eccezionale fedeltà a Venezia. Per questo motivo Venezia, liberata la città dall'assedio, le attribuì fra gli altri privilegi anche quello di inviare sulla riviera un suo podestà con residenza a Salò. A se stessa Venezia riservava la competenza per le cause criminali e gli affari militari curati da un provveditore che risiedeva a Salò. 8Prima di allora Salò, podesteria minore, era retta da un magistrato inviato da Venezia. Maderno protestò per la scelta della residenza del provveditore, per cui il doge decise (1448) che il provveditore risiedesse un anno a Maderno e un anno a Salò. Questa sterile lotta campanilistica cessò solo nel 1456, quando Maderno rinunciò spontaneamente al suo antico mercato a favore di quello di Salò. Nel 1452 scoppiò la guerra fra Venezia e Milano e Salò fu occupata dai milanesi; nel 1454, però la pace riportò il dominio veneziano. Nel, 1512 scoppiava una nuova guerra, questa volta fra Venezia e la Francia, e come tutto il Bresciano, anche la riviera dovette giurare fedeltà al nuovo dominatore. Nel febbraio 1512, però, in seguito alla notizia dell'insurrezione di Brescia, anche Salò insorse e il governatore francese dovette fuggire; purtroppo un orrendo sacco metteva fine alla rivolta bresciana, e poco dopo anche in Salò rientravano i francesi. Solo nel 1516 Venezia sarebbe ritornata in possesso dei suoi territori. Il secolo XVII fu fecondo per le arti e le lettere, ma anche assai travagliato dal punto di vista sociale e dell'ordine pubblico. L'episodio più grave fu l'assassinio del podestà di Salò con un'archibugiata nella cattedrale, durante le sacre funzioni (1610). Autore dell'omicidio fu il bandito Zuan Zanone, che avrebbe terrorizzato la riviera fino al 1617. Nel 1703, nell'ambito della guerra di successione spagnola combattuta fra franco-spagnoli e tedeschi, Salò subì danni gravissimi e nel 1704 fu occupata dai tedeschi. Dal 1705 al 1707 la riviera divenne purtroppo il teatro principale delle operazioni, per cui gravi furono le devastazioni che dovette subire. Venezia, in piena decadenza, poté fare ben poco per la sua Magnifica Patria. Nel 1796 giunsero le armate napoleoniche, che in pochi mesi si impadronirono praticamente di tutta l'Italia settentrionale. Nel 1797 si costituiva la Repubblica Bresciana, ma il 29 marzo dello stesso anno Salò e tutta la riviera si ribellavano chiedendo un impossibile ritorno di Venezia. Fra il 10 e il 14 aprile Salò venne occupata dai bresciani aiutati dai francesi. Il 1 maggio la riviera andò a costituire il cantone del Benaco nella nuova divisione amministrativa del Bresciano. La autonomia della riviera era terminata, così come era terminata la Serenissima Repubblica di Venezia. Durante il Risorgimento a Salò si costituì l'associazione carbonara «XI Falange del Benaco» e tutta la riviera contribuì alle lotte per l'unità d'Italia. Come riconoscimento della sua importanza e del contributo dato all'unità italiana, il 15 dicembre 1860 a Salò veniva conferito il titolo di città. Durante la seconda guerra mondiale Salò tornò alla ribalta della storia come sede (settembre 1943 - aprile 1945) della presidenza del Consiglio e di alcuni ministeri del governo fascista della Repubblica Sociale Italiana, che fu detta anche Repubblica di Salò.

ARTE

Chiesa di San Giovanni Decollato Fu fondata nel VII o VIII secolo e ricostruita nel 1580-81, dopo la visita di San Carlo Borromeo. Da quella data fu detta «Chiesa del Sacro Ordine Gerosolimitano» e divenne feudo dei cavalieri di Malta. Nel 1727 fu ulteriormente, e malamente, trasformata. È ad una sola navata, con tre altari. Conserva una «Decollazione» e «San Martino con le tre Marie», due pale di Zenon Veronese (1484-1554); al disotto di esse, sull'altar maggiore, è un antico affresco. La cantoria è in perfetto settecento veneziano.
Chiesa di San Bernardino Quattrocentesce, fu accorciata di un terzo fra il 1910 e il 1914 perché pericolante. Conserva un dipinto di Zenon Veronese.
Duomo di Santa Maria Annunciata Fu eretto tra il 1453 e il 1502; progettista, architetto e capomastro fu Filippo dalle Vacche. La facciata a capanna è rimasta incompiuta. L'interno, gotico di tipo veneto, è a tre navate con altri archi retti da possenti colonne cilindriche di conci di pietra grigia e volte ogivali decorate da T. Sandrini (1591). Le cappelle sono 10. L'ingresso della facciata conserva uno splendido portale rinascimentale (1506-09), opera di Antonio Tramagnino detto Antonio della Porta e di Gasparo da Cairano. L'attuale pavimento, di marmo rosso, nero e bianco, è del 1858. L'edificio è una vera miniera di pregevolissime opere pittoriche e scultoree. Fra le prime sono: il polittico «Madonna e Santi» di Paolo Veneziano (notizie 1333-62); «Madonna e Santi Bonaventura e Sebastiano» e «Sant'Antonio e committente» del Romanino (circa 1485-1566); «San Girolamo», «Redentore al Limbo», «Adorazione dei Magi» e «Deposizione» di Zenon Veronese (1484-1554); «Sant'Antonio Abate tra i Santi Rocco e Sebastiano» del Moretto (circa 1498-1554); il grande affresco della cupola di Palma il Giovane (1544-1628); prospettive di Giovan Battista Trotti (1555-1619); «San Carlo e gli appestati» di Alessandro Maganza (1556-1630 circa); «Adorazione dei Magi» di Andrea Celesti (1637-1712); «Madonna e Santi» di Ercole Graziani (1688-1765); inoltre sono presenti opere di Francesco Torbido (circa 1482-1561), del Malosso (secolo XVI), di Tomaso Bona (secolo XVI), di Giovanni Andrea Bertanza forse da Salò (secolo XVII). Fra le opere di scultura: Crocifisso ligneo di Giovanni da Ulma (1449) e Crocifisso e candelabri dell'altar maggiore di Giuseppe Filiberti (1775). Sull'altar maggiore si trova una grandiosa ancona gotica di legno dorato, opera di Bartolomeo da Isola Dovarese (1476-1510), nelle cui dieci nicchie si trovano altrettante statue di Pietro Bussolo. L'organo, terminato nel 1547, ha le ante dipinte in collaborazione da Palma il Giovane e Antonio Vassilacchi detto l'Aliense (circa 1556-1629). Il campanile della chiesa risale ad epoca anteriore all'edificazione della chiesa stessa.
Chiesa di S. Rocco Fu eretta nel 1514 annessa al lazzaretto del 1484. Entrambi gli edifici furono danneggiati nel 1797 da un incendio e poi restaurati. Annesso alla chiesa era pure il cimitero che l'architetto Vantini ampliò e abbellì con progetto eseguito fra il 1825 e il 1852-53. Nel 1859 vi furono sepolti i feriti della battaglia di San Martino e Solferino che erano morti nell'ospedale di Salò.
Chiesa di San Giovanni Evangelista e monastero dei Cappuccini A Barbarano. Entrambi gli edifici sorsero nel 1580-85. Il portale ogivale è di Iacopo Filippo da Brescia (1456). All'altar maggiore è una tela con «Gesù crocefisso, l'Addolorata, San Giovanni Evangelista e Maria Maddalena», una delle opere migliori di Francesco Paglia (1636-1713 circa), l'affresco del coro è di Sante Cattaneo da Salò (1739-1819).
Chiesa della Visitazione Sorse nel 1714 accanto al monastero delle Salesiane. La facciata che dava sul lago fu abbattuta nel 1825. A tre altari, conserva al maggiore una pala della «Visitazione» di Giovanni Antonio Cappello (1669-1741). Altre opere sono: «San Francesco di Sales» di Giuliano Crespi, «San Giuseppe col Bambino ai piedi genuflessa la baronessa Giovanna di Chantai» di Giacomo Franceschini (1652-1745), le statue «Religione» e «Carità» del Caliari.
Chiesa della Madonna delle rive Eretta nel 1730, fu ridimensionata e restaurata più volte. A due cupole, è piccola ed elegante. Il suo unico altare è di marmi policromi.
Chiesa della Beata Vergine del Carmine Eretta intorno al 1880, è un piccolo gioiello architettonico.
Chiesa di San Filippo Neri Eretta nel 1957-58, è di linee architettoniche arditissime e di concezione moderna. Le due porte e la torre dell'orologio risalgono al secolo XV.
Palazzo comunale Del secolo XVI, è l'antico palazzo del podestà. Fu ricostruito nel 1905 sull'originario distrutto dal terremoto del 1901. Conserva un dipinto di Andrea Bertanza, «Trionfo della Croce» (secolo XVII), e il busto di Gaspare da Salò di Angelo Zanelli (1906).
Ateneo di Salò È situato nel palazzo della Magnifica Patria, cinquecentesco. È la continuazione dell'Accademia degli Unanimi fondata nel 1560 da G. Maione. Raccoglie una biblioteca ricca di oltre 25.000 volumi, manoscritti del '200, incunaboli, codici tra cui uno del Mille, edizioni stampate all'inizio del '500 da Paganino Paganini a Messaga presso Toscolano, documenti della Magnifica Patria.
Museo del Nastro Azzurro È situato nello stesso palazzo dell'Ateneo. Conserva una raccolta di stampe e cimeli del periodo napoleonico e della prima guerra mondiale.
Palazzo Sforza Pallavicino Poi Martinengo e ora Terzi. A Barbarano. Del 1577, ha l'aspetto severo di una fortezza. È caratterizzato da un cornicione terminale retto da tre serie di mensole. Nel 1796 fu occupato dai francesi che vi si difesero contro forze austriache di molto superiori.
Palazzo degli Uffici Finanziari Conserva un pregevole lapidario romano proveniente dal territorio circostante Salò.

ECONOMIA

Le fonti di reddito sono rappresentate dal commercio e dalle industrie manifatturiere, come risulta evidente dalla tavola statistica sotto elencata, riguardante le unità economiche aziendali e il numero di addetti. La pittoresca posizione geografica, sulla sponda occidentale del Lago di Garda, e la tradizione storica, hanno favorito l'importante sviluppo dell'attività turistico-alberghiera, che si è affiancata alle più antiche attività industriali tessili, della distribuzione dei liquri e della produzione di attività agrumarie presso la ditta Tassoni. Di discreta rilevanza economica sono anche un calzaturificio, una fabbrica di apparecchi ottici, colorifici, officine meccaniche, segherie e falegnamerie. L'agricoltura produce olive, uva, cereali, foraggi, ortaggi e fiori oltre a prodotti dell'allevarnento animale.

INDIRIZZI UTILI

Ateneo Via G. Fantoni.
Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo Lungolago Zanardelli 61, tel. 21423.
Biblioteca Civica Via G. Fantoni, tel. 20338.
Canottieri del Garda Via San Bernardino, tel. 21145.
Carabinieri Via S. Jago, tel. 40240/40241.
Club Nautico Via Rive, tel. 21443.
Duomo dell'Annunziata Vicolo Campanile 6, tel. 20740.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano, piazza Vittoria 12, tel. 20118; Banca S. Paolo, piazza Vitt. Emanuele 20, tel. 20773/21017; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, via Garibaldi (ang. piazza Vitt. Emanuele 11) tel. 41179/41242.
Guardia di Finanza P.za San Bemardino 91, tel. 40737.
Imbarcadero Navigarda Lungolago Zanardelli, tel. 21591.
Municipio Lungolago Zanardelli, tel. 20661.
Museo del Nastro Azzurro Lungolago Zanardelli, (municipio).
Ospedale Civile Piazza Bresciani 5, tel. 40361.
Palazzo Magnifica Patria Lungolago Zanardelli (municipio).
Polizia Stradale Via G. da Salò 126, tel. 40640.
Poste e Telegrafi Via Canottieri, tel. 40616.
Pretura P.za San Bemardino 2, tel. 40721.
Stazione Autocorriere Largo Alighieri.
Taxi Largo Alighieri, tel. 20016; Piazza della Vittoria, tel. 22206.
Vigili del Fuoco Via G. Fantoni, tel. 22222.

San Felice del Benaco

Geografia Sup. Kmq 26,52. alt. da m 65 a m 202 s.m.; frazioni: Isola del Garda, Lago di Garda, Portese. ab. (sanfeliciani o sanfelicesi) 2.230; dist. Km 34. tel. 0365, c.a.p. 25010.
Storia Anticamente era chiamato Scopolo. L'attuale comune fu costituito nel '28, e risulta dall'unione di Portese e San Felice di Scopolo.
Arte Santuario del Carmine (1460) con affreschi recentemente restaurati. La Parrochiale, con interno di linee barocchette, custodisce una pala del Romanino.
Economia Fiera: «Madonna del Carmine» IV domenica di luglio.

San Gervasio Bresciano

Geografia Sup. Kmq 10,14; alt. da m 54 a m 62 s.m.; ab. (sangervasini) 1.334; dist. Km 24; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Centro formatosi verso il VII secoio appartenne per lungo tempo al capitolo della cattedrale di Brescia, e ne seguì le vicende.
Arte Parrocchiale eretta nel XVII secolo, e modificata nell'ottocento.

San Paolo

Geografia Sup. Kmq 18,67; alt. da m 69 a m 80 s.m.; frazioni: Cremezzano, Pedergnaga-Oriano, Scarpizzolo; ab. (sainpaolesi) 3.096; dist. Km 26: tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Centro di antico insediamento, nel medioevo fu possesso dei Martinengo, e partecipò anche in seguito alle vicende del territorio bresciano.
Arte Castello rurale.

San Zeno Naviglio

Geografia Sup. Kmq 6,11; alt. da m 99 a m 123 s.m.; ab. (sanzenesi) 2.993; dist. Km 5; tel. 030; c.a.p. 25010.
Storia Nel medioevo appartenne al capitolo della cattedrale di Brescia, e seguì le vicende della città.
Arte Parrocchiale eretta nel XVI secolo, in seguito rimaneggiata.

Sarezzo

Geografia Sup. Kmq 17,31; alt. da m 245 a m 1.324 s.m.; frazioni: Noboli, Ponte Zanano, Zanano; ab. (saretini) 10.562; dist. Km 14; tel. 030; c.a.p. 25068.
Storia Zona di insediamento romano, fu territorio del comune di Brescia e poi feudo degli Avogadro.
Arte Nella seicentesca Parrocchiale è conservato un importante complesso ligneo: due cantorie e la cornice della pala dell'altar maggiore del Dossena.
Economia Fiera: il 15 febbraio, o la domenica successiva se il 15 cade di giorno feriale. Mercato: secondo e ultimo giovedì di ogni mese.

Saviore dell'Adamello

Geografia Sup. Kmq 82,41; alt. da m 869 a m 3.554 s.m.; frazioni: Laghi, Monte Adamello, Ponte, Valle; ab. (savioresi) 1.695; dist. Km 99; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Ebbe origine nel sec. IX. Fu territorio di contesa tra guelfi e ghibellini, partecipò alle vicende della Valle Camonica.
Arte La Parrocchiale conserva un dipinto attribuito a Palma il Giovane. Affreschi del XV secolo nella chiesa di San Rocco.
Economia Mercato: ogni sabato; nella frazione Valle, ogni domenica.

Sellero

Geografia Sup. Kmq 13,83; alt. da m 374 a m 2.148 s.m.; frazioni: Novelle; ab. (selleresi) 1.538; dist. Km 81; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Appartenne per lungo tempo all'episcopato di Brescia, e seguì le vicende storiche della Valle Camonica.
Arte Chiesa di San Desiderio, con campanile del '400 e affreschi coevi attribuiti alla scuola di G.P. da Cemmo. Parrocchiale ricostruita nel 1795.

Seniga

Geografia Sup. Kmq 13,01; alt. da m 35 a m 51 s.m.; frazioni: Regona; ab. (senighesi) 1.815; dist. Km 38; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Vi si sono trovati resti preistorici. Nel medioevo appartenne all'abbazia d Leno, poi all'episcopato di Brescia. Fu il feudo di varie famiglie.
Arte Villa Fenaroli (sec. XVI). A Regona, chiesa di S. Maria in Comella, costruzione romanica risalente al XIII secolo.

Serle

Geografia Sup. Kmq 17,96; alt. da m 208 a m 1.168 s.m.; frazioni: Castello, Villa; ab. (serlesi) 2.778: dist. Km 19; tel. 030; c.a.p. 25080.
Storia Nucleo originario del paese fu il convento benedettino di S. Pietro in Monte Orsino. Nel XII secolo, Serle diventò libero comune. Fu poi feudo di varie famiglie.
Arte Parrocchiale seicentesca, con dipinti del '700. Resti del convento di San Pietro, con annessa una chiesa del '400.

Sirmione

Frazioni Lago di Garda.
Superficie Kmq 33,88.
Altezza Da m 65 a m 97 s.m.
Abitanti (sirmionesi) 4.023.
Distanza da Brescia Km 37.
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25019.

STORIA

L'origine del nome è controversa. Secondo alcuni deriverebbe dal greco «syrma» (coda, strascico), con riferimento alla conformazione fisica del luogo su cui sorge. Secondo altri dalle parole galliche «sirm» (ospizio,albergo) e «one» (acqua), con significato, quindi, di albergo acquatico. Secondo altri ancora Sirmione fu fondata da alcuni Dalmati provenienti da Sirmio, che diedero al luogo il nome della patria abbandonata. Per finire, si fa anche l'ipotesi che Sirmione fosse il nome della figlia di un re etrusco qui vissuto. Il centro abitato pare secondo alcuni storici del '700, di origine etrusca; essi parlano infatti di ritrovamenti archeologici etruschi di cui però non rimangono tracce. Certo è, da quanto è tuttora visibile, che nel I e II secolo d.C. era un importante centro, stazione della via Gallica e luogo di residenza e soggiorno di romani.

ARTE

Grotte di Catullo Si tratta dei resti della più imponente villa romana dell'Italia settentrionale. È così chiamata dalle grandi volte superstiti e dal poeta che cantò Sirmione in versi immortali, ma che certo non possedette la villa, dato che morì nel 54 a.C. mentre la villa stessa è del I secolo d.C. Dai ruderi si desumono le dimensioni del complesso, un rettangolo di m 167,40 per 105,45, con corridoi, portici, appartanienti, magazzini, un corpo avanzato per 30 m verso il lago con ambienti di rappresentanza e terrazze e un altro verso terra con atri e fontane. Da questo lato si trova la parte più antica, una villa ad ali databile al I secolo a.C. Dall'imponenza dell'insieme si può dedurre che fosse, con molta probabilità, adibita a terme. In un locale, detto Antiquarium, sono raccolti gli oggetti rinvenuti negli scavi eseguiti nel 1955, fra cui rari affreschi del I secolo a.C. una testa di Dioscuro del II secolo a.C., oggetti di bronzo e ceramica.
Rocca Scaligera Vi si accede dal ponte fisso, sul cui portale si vedono due stemmi scolpiti cortile era anticamente un giardino in cui stazionavano le guardie che vigilavano sulla terraferrna dalle feritoie. Qui si eleva il Mastio,
Parrocchiale di Santa Maria Maggiore Fu eretta nel XV secolo. Le sue linee architettoniche sono semplici, senza grandi pregi artistici. Davanti alla facciata si trova un portico a colonne, una delle quali, la prima a sinistra, è un miliario di Giuliano l'Apostata. L'interno è a una navata su 3 arconi poggianti su lesene sporgenti e decorati con affreschi dei secoli XV e XVI.
San Pietro in Mavino Sorge sulla sommità della collina di Mavino. Di origine longobarda, ha abside del secolo IX e struttura del XIV. L'abside tricora è decorata con pregevoli affreschi sovrapposti in 4 strati, dei secoli che vanno dal XIII al XVI. L'unica cappella laterale è dedicata a San Nicola di Tolentino e fu eretta forse a ricordo della pestilenza del 1630; è probabile, anzi, che la chiesa stessa, isolata dal paese, sia stata per l'occasione adibita a lazzaretto. Fu restaurata nei secoli XVI, XVII e XIX. Nel 1827 fu rifatta la piramide del campanile, quadrangolare, originarianiente era più basso; infatti sotto le attuali finestre della cella campanaria trecentesca sono visibili quelle più antiche in muratura risalenti all'XI secolo. Di fianco alla chiesa si trova la Campana dei Caduti, un monumento fatto erigere dopo la seconda Guerra Mondiale dal Comitato dei Combattenti Sirmionesi e inaugurato nel 1955. La campana fu battezzata Julia, pesa 22 quintali ed è alta m 1,60. Suona nelle notti invernali e di bufera per orientare i pescatori sul lago, alle ore zero di Pasqua e Natale, in occasione dei funerali di un Combattente Sirmionese e inoltre in date stabilite, elencate sulla lapide che si trova sul muro della chiesa.
Chiesa di Sant'Antonio della Rocca Appoggiata alle mura della Rocca Scaligera, serviva alla comunità della Rocca stessa. Fu eretta nel '300; nel '400 fu decorata con un'elegante volta a crociera e nel '600 fu costruito il locale antistante coperto con volta a botte. Originariamente era formata da un vano quadrangolare, ad una navata e con un altare. I restauri hanno portato alla luce decorazioni e affreschi del '300 e del '400, sistemato gli stucchi barocchi e riaperto nicchie e porte originali. Gli affreschi sono opera di vari pittori, tutti ignoti. Sull'altare si trova un'effige della Madonna, dipinta su una pietra che reca lo sternma scaligero.

Soiano del Lago

Geografia Sup. Kmq 5,78; alt. da m 130 m 276 s.m.; ab. (soianesi) 574; dist. Km 27; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia Zona di antico insediamento, nel medioevo appartenne ai vescovi di Verona dal 1330 agli Scaligeri e, dal 1427, alla Repubblica di Venezia.
Arte Da visitare il castello medioevale. La Parrocchiale del XVI sec. custodisce un organo seicentesco.

Sonico

Geografia Sup. Kmq 60,09; alt. da m 522 a m 3.373 s.m.; frazioni: Lago di Garda, Laghi, Monte Adamello, Rino; ab. (sonicesi) 1.427; dist. Km 97; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Zona abitata già nella preistoria, nel medioevo fu feudo dei Federici; appartenne poi al comune di Brescia, ai Visconti e alla Repubblica Veneta.
Arte Incisioni rupestri. Artistiche chiese di S. Lorenzo di Garda (sec. XII) e S. Andrea; santuario della Pradella.

Sulzano

Geografia Sup. Kmq 10,63; alt. da m 185 a m 1.075 s.m.; frazioni: Lago d'Iseo; ab. (sulzanesi) 1.298; dist. Km 27; tel. 030; c.a.p. 25058.
Storia Seguì le vicende del territorio bresciano.
Arte Parrocchiale del '700. Più antiche sono le chiese di S. Mauro e di S. Maria di Tessano.




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