Geografia Sup. Kmq 31,87; alt. da m 330 a m 1.976 s.m.;
frazioni: Presegno; ab. (lavenonesi) 750; dist. Km 42; tel. 0365; c.a.p.
25070.
Storia Nel medioevo fu centro di artigianato
fiorente; vi si producevano panni nostrani e vi si estraeva il
ferro.
Arte Parrocchiale di S. Bartolomeo, con altare
scolpito dai Pialorsi e dipinto di scuola veneta.
Economia
Fiera: 24 agosto «S.Bartolomeo».
Frazioni Castelletto, Milzanello,
Porzano.
Superficie Kmq 58,28.
Altezza
Da m 50 a m 79 s.m.
Abitanti (lenesi)
10.209.
Distanza da Brescia Km 21
Prefisso
Teleselettivo 030.
C.a.p. 25024.
STORIA
Nel territorio venne rinvenuta un'epigrafe tardo romana (VI sec.). Le vicende
di Leno si identificarono per lungo tempo con quelle dell'Abbazia di San
Benedetto fondata nell'anno 758 dal re longobardo Desiderio. Alcune donazioni
successive permisero all'Abbazia di estendere la sua influenza su una vasta
parte del territorio bresciano. Nel 962 Ottone I ampliò largamente le
concessioni già fatte. Nel secolo XI l'Abbazia entrava in lotta con i Comuni e i
nobili locali. Verso il XIII secolo cominciava la sua decadenza e l'abate, che
fino allora aveva proprietà e diretto dominio su tutto il territorio venne
spogliato di vari diritti di giurisdizione e di patrimonio. Infine nel 1781 la
Serenissima Repubblica di Venezia ne alienò i beni. Dell'antica Abbazia è
rimasta solamente una lunetta del '200 e due leoni del periodo tardo-romani ora
ai lati del portale della parrocchiale.
ARTE
Chiesa parrocchiale di Leno, dedicata ai Santi Pietro e Paolo venne costruita
tra il 1761 e il 1781. Conserva sul portale due leoni di marmo di epoca
tardo-romanica.
Geografia Sup. Kmq 26,20; alt. da m 65 a m 1.621 s.m.;
frazioni: Lago di Garda; ab. (limonesi) 989; dist. Km 63; tel. 0365; c.a.p.
25010.
Storia Seguì le vicende di Brescia, cui appartenne
fin dal XII secolo. Fu terra di confine fino al 1918.
Arte
Palazzo Gherardi detto della Finanza; Parrocchiale barocca e chiesetta
di S.Rocco; nell'oliveto S.Pietro, con frammenti dei secc. IX e
X.
Economia Mercato: ogni martedì.
Geografia Sup. Kmq 16,59; alt. da m 450 a m 1.462 s.m.;
frazioni: Invico, Villa; ab. (lodrinesi) 1.237; dist. Km 30; tel. 030; c.a.p.
25060.
Storia Fu tra i possedimenti del monastero bresciano
di S. Salvatore (sec. Vili). Fino al XVII secolo fu centro
siderurgico.
Economia Mercato: ogni giovedì.
Geografia Sup. Kmq 12,06; alt. da m 101 a m 123 s.m.;
frazioni: Navate; ab. (logratesi) 2.509; dist. Km 15; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Appartenne al capitolo di Brescia, ci al comune
della città. In seguito fu del ,Visconti e della Repubblica Veneta (fino al
1797).
Arte Palazzo Morando (sec. XVII).
Economia
Fiera: «S.Giovanni>, il 24 giugno. Mercato: ogni domenica.
Frazioni Bettola, Castel Venzago,
Centenaro, Esenta, Lago di
Garda, Madonna della Scoperta, Maguzzano, San Tomaso, Sedena.
Superficie Kmq 68,61.
Altezza Da
m 65 a m 281 s.m.
Abitanti (lonatesi)
10.580.
Distanza da Brescia Km 22
Prefisso
Teleselettivo 030.
C.a.p. 25017.
STORIA
Il nome può derivare dal nome proprio etrusco
Leuna, oppure anche dal termine «lunatus», cioè località in cui esisteva un volto ad arco. Nel 1873, in una
torbiera a due chilometri da Lonato, fu scoperta la stazione preistorica detta
della Polada che testimonia di un insediamento umano fin dalla prima età del
bronzo (2000 a.C.). Vi sono state rinvenute palafitte e suppellettili,
soprattutto vasi ad ansa di terracotta grigioscura non ornata e a pareti
piuttosto grosse chiamati poculi. Nel territorio di Lonato fu rinvenuto pure
materiale di epoca romana, anche se la località viene citata per la prima volta
nel 909, in un documento con il quale Berengario I concedeva ai lonatesi di
fortificare il loro borgo a difesa contro le invasioni degli ungari. Nei secoli
XI e XII vi ebbero successivamente diritti i vescovi di Verona, i conti di
Montichiari, il Comune di Brescia. Nei primi anni del '300 fu contesa, per la
sua posizione strategica, fra Torriani, Estensi e Scaligeri e nel 1313 fu
dominio dei Gonzaga di Mantova. Nel 1354 passò, assieme a Brescia, alla riviera
gardesana e alla Valle Camonica, sotto Bernabò Visconti. Come conseguenza di
tutti questi fatti d'arme, Lonato fu quasi distrutta e ricostruita più a valle.
Nel 1426 entrò nell'orbita veneziana e fu podesteria minore, ma dopo poco, nel
1431, fu conquistata da Gian Francesco Gonzaga, il quale, tuttavia, la perdette
nel 1440. Nel 1484 la riviera del Garda si diede statuti propri, ma Lonato
rimase esclusa dalla comunità perché era una fortezza troppo importante per le
comunicazioni fra Venezia e le province lombarde, per cui la Serenissima la
governava tramite un provveditore. Nei primi anni del '500 Venezia fu sconfitta
ad Agnadello dai francesi di Luigi XII e costretta ad abbandonare la Lombardia.
Nel 1509 Lonato insorse contro i francesi, ma solo nel 1516 ritornò stabilmente
sotto il dominio veneziano. Nel '700 fu teatro di due importanti battaglie:
quella fra gli austro-piemontesi guidati da Eugenio di Savoia e i
franco-spagnoli (1706) e quella fra Napoleone e l'Austria (1796). Il 17 marzo
1797 venne proclamata la Repubblica Bresciana; a Lonato, nelle valli e sulla
riviera gardesana scoppiò un'insurrezione che però fu in breve domata. Il 1°
maggio il territorio fu diviso in 10 cantoni, mentre la Repubblica Bresciana
veniva aggregata alla Cisalpina. La dominazione veneziana era terminata e le si
sostituiva quella francese alla quale succedeva, dopo la caduta di Napoleone
(1815), quella austriaca. Durante la seconda guerra d'indipendenza Vittorio
Emanuele II pose il suo quartier generale a Lonato, che partecipò ai fatti
dell'indipendenza italiana e seguì le sorti di Brescia.
ARTE
Chiesa di S.Zeno È una bellissima chiesa paleocristiana a
conci di pietra e fu l'antica parrocchiale di Lonato. Originaria del V secolo,
venne ricostruita in forme romaniche nel XII. L'abside, con alte monofore, è
decorata da archetti a gruppi di trecon i peducci e i capitelli delle lesene
scolpiti. L' interno, a una navata, fu alterato nel '700.
Chiesa di
San Cipriano Romanica (secolo XII), è ad una navata a conci di
pietra.
Chiesa della Madonna del Corlo Eretta nel secolo XIV, venne in parte rifatta nel
XVII. All'interno conserva affreschi del '300,
'600 e '700 e stucchi settecenteschi del lonatese Paolo Soratini (1682-1762);
conserva inoltre una «Trinità» di Francesco Paglia (1636-1713 circa), «San
Michele Arcangelo» di Pietro Marone (1548-1625) e sull'altar maggiore un bel
trittico del Moretto (circa 1498-1554): «Sant'Agata-Santa Lucia-Natività della
Vergine».
Duomo di San Giovanni Battista Impreziosito da
un'ampia e bella cupola, fu eretto tra il 1738 e il 1780 su disegno del Soratini. L'interno è a croce latina Conserva tele di Pietro Liberi (1645),
Paolo Farinati (1582), Giambettino Cignaroli (1751), Andrea Celesti (1695). In
sacrestia un pregevole trittico su tavola di Bemardino Licinio.
Rocca
viscontea Eretta verso il Mille, fu ricostruita nel '300 da Azzone
Visconti. Oggi rimangono la porta d'accesso e la cinta di mura
merlate.
Casa del podestà Sorge entro la Rocca viscontea. Fu
ricostruita nei primi anni del '900 nelle originarie forme quattrocentesche.
Custodisce raccolte di peltri e ceramiche, mobili antichi, miniature, stampe,
disegni (fra cui alcuni del Tiepolo e dell'Appiani), quadri, sculture. Ha
inoltre una notevole biblioteca ricca di circa 400 incunaboli di cui alcuni
rarissimi, codici miniati, autografi e circa 4.000 volumi stampati fra il '500 e
l'800.
Torre maestra È una bella costruzione cinquecentesca
con merlatura alla sommità.
Palazzo della Pretura Già
Zambelli. Dei secoli XVII-XVIII, è stato ripristinato nelle forme
originali.
Colonna con il leone di San Marco Risale al
secolo XVIII.
Abbazia benedettina di Maguzzano Di essa
rimane solo l'ampio chiostro quattrocentesco.
Castello Averoldi
Ora Lanni della Quara. A Drugolo. Di antica origine (forse secolo XIII), fu trasformato in maniero residenziale da interventi iniziati nel '400 e
proseguiti nei secoli successivi. Presenta elementi architettonici e decorativi
assai singolari. Accurati restauri eseguiti nel 1934 ne hanno arrestato il
decadimento.
ECONOMIA
Le attività economiche di maggior rilievo sono le industrie metallurgiche,
meccaniche, della lavorazione dei minerali non metalliferi, della costruzione di
impianti e del commercio al minuto. Sono presenti anche i settori del mobile e
dell'arredamento, edilizio, tessile, alimentare, delle confezioni e delle
materie plastiche. L'agricoltura dà prevalentemente uva, cereali e foraggi;
questi ultimi poi favoriscono l'allevamento del bestiame. Numerose piccole
aziende si dedicano all'avicoltura.
INDIRIZZI UTILI
Biblioteca Piazza Martiri della
Libertà.
Carabinieri Via Pozzolo, tel.
915051.
Duomo Piazza Vittorio Emanuele 11, tel.
915160.
Ente Fiera Piazza Martiri della
Libertà.
Fondazione «Ugo da Como» Via U. da Corno, tel.
915060.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano,
via Tarello 2, tel. 915049; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, via
Garibaldi 71, tel. 915125.
Municipio Piazza Martiri della
Libertà, tel. 915001-915364.
Ospedale Civile Corso Garibaldi
3, tel. 915033.
Ospedale Sanatorio dei Colli Via Arriga
Alta, tel. 915786.
Poste e Telegrafi Piazza Martiri della
Libertà, tel. 915069; Centenaro, tel. 915826.
Pretura Via
Zambelli angolo via Girelli, tel. 915055.
Pro Loco Piazza
Martiri della Libertà.
Stazione Autocorriere Piazza Gramsci.
Stazione F.S. Tel. 915203.
Vigili Urbani
Piazza Martiri della Libertà, tel. 915349.
Geografia Sup. Kmq 3,35; alt. da m 88 a m 97 s.m.; ab.
(longhenesi) 543; dist. Km 19; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia
Fu signoria dei Soncini, e partecipò alle vicende dei centri della
pianura bresciana.
Arte Parrocchiale settecentesca. Avanzi
di un castello del '400.
Geografia Sup. Kmq 6,27; alt. da m 294 a m 1.152 s.m.; ab.
(losinesi) 617; dist. Km 72; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia
Appartenne come feudo ai Griffi; seguì le vicende della Valle Camonica.
Arte La chiesa dell'Assunta, rifatta nel '500, conserva
l'abside dell'originario edificio romanico. Lavori lignei seicenteschi nella
chiesa di S.Maurizio.
Geografia Sup. Kmq. 23,89; alt. da m 535 a m 2.549 s.m.;
frazioni: Laveno, Monte Concarena, Villa; ab. (loziesi) 703; dist. Km 82; tel.
0364; c.a.p. 25040.
Storia Centro abitato già in epoca
tardo-romana. Fu feudo dei Griffi e dei Federici, e partecipò alle vicende della
Valle Camonica.
Arte Resti di un castello medioevale.
Frazioni S.Sebastiano.
Superficie Kmq
31,26.
Altezza Da m 310 a m 1351 s.m.
Abitanti
(lumezzanesi) .
Distanza da Brescia Km
20
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p.
25065.
STORIA
L'origine del nome è assai incerta. Forse deriva da «lume sano» in relazione
all'esposizione al sole dei centri abitati; forse da «Mettianae», cioè terre
della famiglia romana dei Mettii; forse ancora da Lemedane che, dal latino
«limitare», significherebbe presidio romano posto al confine del territorio. A
Lumezzane vi furono certamente insediamenti romani; lo attestano 5 lapidi che un
tempo esistevano presso la chiesa di San Giovanni Battista, che furono ricopiate
da archeologi e delle quali l'unica rimasta è conservata, al Museo Romano di
Brescia. Sono inoltre tuttora visibili i resti di un acquedotto romano che
collegava la valle con Brescia rifornendo questa di acqua potabile.
L'acquedotto, iniziato da Augusto e terminato da Tiberio, venne ricordato in un
documento del 964 ed era ancora efficiente nell'Alto Medio Evo. Fu solo
all'epoca di Augusto che le popolazioni alpine furono assoggettate a Roma, dopo
numerosi tentativi; nel 16 a.C., con la spedizione di Silio Nerva, e nel 15
a.C., con la guerra retica, a conquista potè dirsi definitiva. A memoria
dell'evento, Augusto fece costruire nel 7-6 a.C., a La Turbie, sulla strada tra
Mentone e Nizza, un monumento detto Trofeo delle Alpi; su di esso compaiono 45
«gentes devictae», tra le quali i triumplini e i camuni aprono l'elenco. Nel
medioevo i vari nuclei abitati di Lumezzane, organizzati già nella «Communitas
de Limesanis», appartennero al vescovo e al Comune di Brescia. Nel 1426 tutto il
Bresciano entrò a far parte dei domini della Serenissima Repubblica di Venezia e
il 27 novembre dello stesso anno Lumezzane fu data in feudo dal Doge Francesco
Foscari a Pietro Avogadro; come feudatario, questi godette dei privilegi
dell'esenzione dalle autorità giudiziarie bresciane e della riscossione di dazi
e tasse. Questi privilegi durarono fino a tutto il '700, ma dovettero essere più
volte confermati. Nel 1671 il ramo principale della famiglia Avogadro si estinse
e Lumezzane passò allora sotto la diretta giurisdizione di Venezia; nel 1681,
però, Francesco e Girolamo, discendenti di un ramo cadetto della famiglia,
acquistarono il feudo per circa 32.000 ducati; i rappresentanti dei due Comuni
che allora costituivano Lumezzane Pieve e Sant'Apollonio, ne avevano offerti
4.000 per comperarsi l'indipendenza: troppo pochi. Il 25 settembre 1681 gli
Avogadro vennero investiti del feudo, e rimasero signori della valle fin al
1797, anno in cui la Repubblica di Venezia cessò di esistere. Nel 1928 i tre
Comuni di Sant'Apollonio, Pieve e San Sebastiano vennero riuniti a formarne uno
solo, con sede a San Sebastiano. Lumezzane si compone di numerosi centri che
formano però un unico, vasto complesso urbano: Termine, Valle, Mezzaluna,
Piatucco, Pieve, Fontana, San Sebastiano (sede del Comune), Sant'Apollonio,
Mosniga, Premiano, Renzo, Dosso, Gazzolo, Montagnone, Sonico, Faidana.
ARTE
Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista Ricordata fin
dall'inizio del '400, fu rifatta intorno al 1570 e poi allungata tra il 1694 e
il 1710. Nella parte meridionale appare un avanzo di costruzione medioevale.
L'interno ha volta a batte ed è decorato da pitture settecentesche e da stucchi
dei secoli XVII-XVIII. Una tela di «Cristo deposto» attribuita a Caylina il
Giovane (circa 14851545) ha una pregevole cornice lignea di Carlo Dossena
(notizie inizio sec. XVIII). Notevole è pure l'altare della Madonna del
Rosario.
Battistero Anteriore al XV secolo, è ottagonale
vicinissimo alla chiesa di San Giovanni. Nel corso del tempo fu adibito anche a
cimitero e oratorio, ma sembra indubbia la sua funzione di battistero, data
anche la vicinanza ad una chiesa intitolata al Battista. È costituito da una
parte sotterranea e da una grande cappella al livello stradale. La parte
sotterranea è divisa in sei stanze, ognuna con soffitto laterizio a botte; due
di esse ospitano ancora ossa umane. La cappella superiore fu rifatta nel '700 e
conserva decorazioni e stucchi dell'epoca.
Chiesa parrocchiale di
Sant'Apollonio Il 17 agosto 1673 fu posta la prima pietra
dell'edificio, consacrato nel 1685. Nel 1922 un incendio distrusse decorazioni e
statue e pregevoli altari lignei barocchi.
Chiesa di Santa Margherita
Nominata nel 1573, venne in seguito ricostruita.
Chiesa
parrocchiale di San Sebastiano Fu inaugurata nel 1956. È un
interessante esempio di architettura contemporanea, soprattutto nelle ardite
volte interne.
Chiesa dei Santi Rocco e Anna A Fontana. Fu
edificata nel 1668.
Chiesa di Sant'Antonio A Gazzolo. Fu
ultimata nel 1713. La pala dell'altar maggiore è opera di Antonio Paglia
(1710).
Chiesa parrocchiale di San Carlo A Valle. Nel 1618
esisteva già una chiesa dedicata al santo vescovo, che pure era stato
beatificato da pochi anni. Venne rifatta nel 1745. L'interno è
affrescato.
Chiesa di San Bernardo sul Colle Nominata nel
1573, è certo anteriore, ma non si sa di preciso a quando
risalga.
Oratorio di San Filippo Neri A Piatucco. Risale al
secolo XVII.
ECONOMIA
É il comune più industrializzato della provincia di Brescia e lo si può
rilevare anche dai dati sottoriportati sulle unità locali aziendali e sul numero
di addetti. Le industrie meccaniche, metallurgiche e della lavorazione dei
metalli pur essendo di antica tradizione hanno avuto un enorme incremento
produttivo nell'ultimo dopoguerra, in seguito alla riconversione industriale e
al migliore sfruttamento delle materie prime e dell'energia. Le maggiori aziende
sono la S.p.A. Eredi Gnutti (metallurgia), le Officine Carlo Gnutti (costruzione
di trasmissioni meccaniche), la Metallurgia Bonomi (costruzione macchine), la
Gnutti Sebastiano e Figli (rubinetterie) la Idrosanitaria Bonomi, la O.M.S.
Saleri (serramenti). Sempre nei suddetti settori è notevolmente sviluppato
l'artigianato, mentre la agricoltura è una fonte di reddito ormai
trascurabile.
INDIRIZZI UTILI
Biblioteca Comunale San Sebastiano, via Marconi, tel.
827820.
Carabinieri Via Marconi 33, tel. 871818.
Croce Bianca Via Mazzini 83, tel.
871788.
Direzioni Didattiche I Circolo, S. Sebastiano, via
Vitt. Veneto, tel. 82238. II Circolo, S. Apollonio, via Montini 100, tel.
827300.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano,
Pieve, te]. 871130/871334; Banca Nazionale del Lavoro, via Montesuello 98, tel.
827452-827620; Banca Popolare di Lumezzane, S. Apollonio, piazza Portegaia, tel.
827685; Banca Popolare di Lumezzane, S. Sebastiano, via Marconi 16, tel.
82697-827896; Banca S. Paolo, S. Sebastiano, via D'Azeglio 4, tel.
827693-827559; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, via Montesuello 79,
tel. 82339-827516.
Municipio S. Sebastiano, via
Montesuello, tel. 827483-82102-827680.
Poliambulanza «Serafino
Gnutti» S. Sebastiano, via Mazzini 77, tel. 871800.
Poste e
Telegrafi S. Sebastiano, villette Gnutti, tel. 82328-827840; S.
Apollonio, via XXV Aprile, tel. 82171; Pieve, tel. 871226.